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La verità impossibile di San Miniato

San Miniato - il Duomo

Nel pieno della 41a Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco, lo scorso sabato, 19 novembre, siamo stati a San Miniato, in provincia di Pisa, la Città delle XX Miglia come viene soprannominata per la sua collocazione geografica lungo la Via Francigena, l’antica strada che nel Medio Evo collegava l’Europa settentrionale a Roma.

Ma solo questo non bastava a rendere interessante la nostra visita!

Nel palazzo comunale ci aspettavano il consigliere Simone Giglioli e Manola Vincenti dell’Ufficio Cultura, insieme ad alcuni storici locali. Il nostro obiettivo è ricostruire la storia di San Miniato negli anni della Seconda Guerra Mondiale e della Resistenza.

Evento catalizzatore è stato, ed è tuttora, la strage del Duomo, avvenuta il 22 luglio 1944 e nella quale persero la vita 55 civili, in gran parte donne, vecchi e bambini.

Una strage, però, su cui rimane un’ombra di mistero. Ancora oggi, infatti, a quasi settant’anni di distanza, si ricerca la “vera” verità: mina tedesca posta nella chiesa o granata americana lanciata per errore?

Le inchieste che si sono succedute negli anni hanno dimostrato che a causare la strage fu un errato cannoneggiamento del 337° battaglione dell’artiglieria campale americana…teoria più che plausibile dal momento che nel luglio 1944 il fronte di guerra si spostava lungo tutta la Toscana.

Eppure permangono i dubbi e la popolazione sanminiatese rimane legata all’ipotesi della mina tedesca.

Il nostro incontro, però, ha rivelato anche un’altra esigenza degli storici locali: la strage del Duomo e la discussione che ne è seguita ha coperto tutti gli episodi di lotta antifascista e partigianato locale che si sono verificati in questa zona. Ora c’è la volontà, e insieme il desiderio,  di raccontare anche queste storie: le vite di uomini impegnati nella lotta clandestina, le bande partigiane che si sono costituite sul territorio, il coinvolgimento della popolazione civile e del movimento operaio nella propaganda antifascista.

La nostra giornata non può non concludersi con una visita al Duomo, dove in una cappella laterale è stata posta una lapide con i nomi delle 55 vittime della strage, ma soprattutto non possiamo esimerci dal fermarci a gustare il famoso tartufo sanminiatese.

Sicuramente ritorneremo…San Miniato ha ancora molto da raccontarci e da farci gustare!

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Categorie:Incontri
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